giovedì 30 gennaio 2020

Un disagio spesso sottovalutato: la Vulvodinia
La Vulvodinia è un disturbo da dolore sessuale e non sessuale che coinvolge la vulva, quindi  grandi e piccole labbra e vestibolo. La vulvodinia può essere localizzata in un' area specifica o generalizzata in tutte le parti della vulva. Può essere generale, che si manifesta in più occasioni o situazionale, che si manifesta in situazioni specifiche. È  una condizione invalidante della donna che soffre fastidio o dolore continuo, intermittente o dolore durante il rapporto sessuale che spesso impedisce la penetrazione. Le cause non sono state accertate, ma l' osservazione dei casi clinici evidenzia una causa scatenante di tipo infiammatorio come candidosi, che può diventare cronica. Anche l' utilizzo continuo di salvaslip o intimo diverso dal cotone possono causare infiammazione  causa della ridotta traspirazione. Le cause psicologiche sono in fase di osservazione clinica presso il nostro centro Amepsi che collabora con più figure professionali. In uno studio svolto in donne tra i 18 e i 45 anni tra il 2017 e 2018 e ancora in corso, ho riscontrato che le cause psicologiche sono ben circoscritte. Depressione Ansia da controllo spesso ossessivo Esperienza di umiliazione vissuta in età adolescenziale che coinvolge la femminilità Presenza di personalità forte e controllante in uno dei genitori Ansia sociale Fobia o evitamento sessuale La terapia coinvolge più figure professionali in quanto la vulvodinia ha cause multifattoriali, pertanto psicoterapeuta, sessuologo e ginecologo lavorano secondo un approccio integrato. Il Trattamento comprende - Terapia farmacologica - Trattamento localizzato per il rilassamento dei muscoli pelvici - Psicoterapia ad approccio cognitivo comportamentale individuale, di coppia o familiare - Terapia sessuale individuale o di coppia Queste caratteristiche  non sono ancora supportate state dalla letteratura contemporanea in quanto molti studi sono ancora in corso. L' osservazione clinica, attualmente, è l' unico metodo di studio in grado di fornire risultati immediati da sottoporre ad analisi scientifica.

Dott.ssa Giuseppina Nasello

venerdì 13 maggio 2016

BDSM

L'immaginazione sessuale è illimitata
quanto a prospettiva e a forza metaforica
e non potrà mai essere davvero repressa (...)
Specialmente adesso che il sesso sta diventando
sempre più un'azione concettuale, intellettualizzata,
lontana sia dall'affetto che dalla fisiologia,
si devono tenere ben presenti i meriti delle perversioni sessuali".

(Ballard, J.G., La mostra delle atrocità)




Nato negli Stati Uniti intorno al 1985, il BDSM nel suo insieme raccoglie centinaia di differenti pratiche e situazioni erotiche in cui un partner si abbandona alla volontà e alle fantasie dell'altro. BDSM rappresenta la fusione di quattro acronimi,:
Bd o Bondage: indica la costrizione del corpo del partner, la sua immobilizzazione, e tutti gli atti che tendono a ridurne temporaneamente la libertà attraverso corde, foulard o altri oggetti.
D o Discipline: è la pratica dell'obbedienza, l'insieme di regole che il dominante dà al sottomesso per regolare il loro rapporto.
D/s o Domination/submission: indica la cessione ( volontaria, temporanea e revocabile) del potere decisionale di un dei due partner (sub) all'altro (Dom). Gli anglofoni utilizzano il termine Total Power Exchance - TPE (Totale Scambio di Potere) per definire questo processo.
S/m o Sadism/ masochism: al di là di tutte le varie implicazioni che questi termini di derivazione letteraria hanno avuto in ambito filosofico e psicologico, questa dicotomia indica comunemente la rierca del piacere attraverso il dolore, inferto (sadismo) o subìto (masochismo).
Storicamente alcuni importanti voci psicanalitiche interpretano il BDSM come evidenza di una condizione psicopatologica sottostante, con radici in precoci esperienze traumatiche (Storolow, 1975; Valenstein, 1973) nel fallito raggiungimento di tappe evolutive ed in conflitti infantili irrisolti (Blum, 1976). In controtendenza agli studi psicoanalitici, Wismeijer e Van Assen hanno pubblicato i risultati di una recente ricerca (maggio 2013), volta ad indagare le caratteristiche psicologiche dei soggetti che praticano il BDSM. Dai risultati della ricerca emerge che le caratteristiche della sessualità bondage non permettano di ipotizzare la presenza di un nuclei patologico sottostante di per sé, ma che possano essere interpretate in primis come scelte ludiche e ricreative da parte della persona. 

martedì 10 maggio 2016

NE VALE LA PENA?



Questa è la domanda che molti si pongono, guardando ai propri progetti e dubitando del loro valore; e anche lo stesso atteggiamento di chi giudica in modo pessimistico fatti, persone o situazioni che invece potrebbero rivelarsi estremamente vantaggiosi per la condotta stabilita dalla persona, se visti sotto un'altra luce.
Ecco il parere di Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes:
Nulla è piccolo
per una grande mente.

Vale anche per porre le seguenti questioni: perchè trascurare le piccole cose della vita, inseguendo il miraggio di altre cose che sembrano le uniche degne di essere prese sul serio? Perchè chiudere gli occhi sui minimi segnali che in tante situazioni possono contenere le informazioni di cui abbiamo bisogno e che invece cerchiamo altrove?


Dr. Alessandra Saglimbene




Bibliografia

Rampin M., 2007, Dì la cosa giusta. Aforismi per una comunicazione efficace, Ponte alle Grazie Milano

venerdì 6 maggio 2016

LE PERVERSIONI MINORI

Il mondo non è diviso in pecore e capre.
Non tutte le cose sono bianche o nere.
È alla base della tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte.
Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto.”
(A. C. Kinsey)




Le parafilie o, più comunemente, perversioni, sono da sempre oggetto di profondo interesse.
Ciò che distingue una perversione è la sua qualità di fissità, ovvero la sua caratteristica di assolutezza. Il soggetto che ne è vittima non ha alternative al fine di raggiungere la soddisfazione del suo impulso sessuale, che si manifesta alla stregua di una ossessione di tipo compulsivo della quale non ha alcuna consapevolezza.
Solitamente il soggetto parafiliaco non comunica all'altro le proprie intenzioni, le proprie emozioni ed i propri sentimenti, ma li impone.
Accanto alle perversioni classiche (o maggiori) più frequentemente conosciute (esibizionismo, sadismo, masochismo, voyeurismo, ecc.), l'ultima versione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali stilata dall'America Psychiatric Association nel 2014 (DSM-5), identifica le cosiddette perversioni "minori" incluse nella categoria disturbo parafilico con altra specificazione:: la scatologia telefonica (telefonate oscene), la coprofilia (feci), l'urofilia (urine), la clismafilia (clisteri), la necrofilia (cadaveri), ne sono solo alcuni esempi.

martedì 3 maggio 2016

IPOTESI



Il pensatore (Le penseur).
Artista: Auguste Rodin.
Musée Rodin, Parigi.
Data: 1880-1902

A volte ci si perde dietro catene di pensieri che ci paralizzano per paura o, al contrario, ci cullano in sogni sterili: spesso ciò deriva dal prendere per vere quelle che sono solo nostre speculazioni all'insegna del "se".
Se farò questo, allora il mio compagno/a risponderà così (quindi è meglio non fare nulla); se continuerò a giocare al lotto con questo metodo, finirò per vincere una grossa somma (quindi è meglio non mollare proprio adesso, e/o impegnare tempo e soldi in questa "attività"), eccetera.
Se il detto popolare ci insegna che con i "se" non si fa molta strada, un modo più incisivo, ancorché laconico, per dire la stessa cosa è proposto da un episodio storico (non è propriamente un aforisma, ma si deve saper cambiare i propri schemi).
Filippo il Macedone, prima di dare battaglia contro Sparta, nel tentativo di indurre gli avversari ad arrendersi senza ingaggiare lo scontro, invia loro un messaggio perentorio al quale gli spartani rispondono alla loro maniera.
Lo scambio di battute è davvero degno di essere menzionato:

Filippo II: Se entrerò nella regione, raderò al suolo Sparta.
Spartani: Se.



Dr. Alessandra Saglimbene


Bibliografia

M. Rampin, 2007, Dì la cosa giusta, Ponte alle Grazie, Milano.
M. Rampin, 2008, Il grano e la zizzania, Ponte alle Grazie, Milano.